- Di processo
- Il gruppo di psicoanalisi multifamiliare serve a permettere ad ognuno di ascoltare, riflettere, ripensare a sé stesso nel ruolo dell’altro, a cosa potrebbe fare nei panni dell’altro, a cosa ha fatto quando era lui a trovarsi in quelle situazioni ingarbugliate in cui adesso si trova l’altro. Se C’È un luogo in cui non si giudica, questo è il gpmf (gruppo di psicoanalisi multifamiliare) perché partecipare al gruppo significa mettersi, anche per un attimo, nei panni dell’altro, provare a capirlo e, pian piano, giungere a riflettere sulla situazione nella quale ci si dibatte, apparentemente senza costrutto. Cioè mettere in moto un processo di auto-riflessione sulla propria vita che si trasformi nella capacità di divenire artefice dei cambiamenti di cui ha bisogno
- Professionali
- Questo metodo consente di sviluppare una capacità di interazione e di mettere in contatto i pazienti con i familiari e con i curanti, siano essi interni alla ctrp o al servizio sanitario inviante. Attraverso la comunicazione, la condivisione e l’attivazione del pensiero, il gruppo (inteso come grande gruppo o sottogruppo) formula nuove ipotesi per la cura del paziente anch'esso coinvolto nell'azione del gruppo. Si genera così un processo che porta il paziente e il gruppo curante ad esplorare e attuare ipotesi di cura e riabilitazione che possono sempre più stabilizzare lo stato di benessere del paziente