- Di processo
- In secondo luogo, l’obesità contribuisce allo sviluppo di condizioni che rivestono un ruolo importante nella fisiopatologia e nella progressione clinica delle malattie cardiovascolari, come la cardiopatia ischemica e lo stroke, ad esempio: la sindrome metabolica, la sindrome da apnee ostruttiva del sonno (osas), la disfunzione endoteliale ed uno stato di infiammazione cronica, anche a livello vascolare, l’iperuricemia, l’intolleranza glucidica e l’insulino resistenza. Infine, soprattutto nei soggetti con i quadri più marcati di obesità vi è una più marcata propensione a sviluppare fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, soprattutto il fenotipo a frazione di eiezione preservata (hfpef), angina microvascolare, ipertensione arteriosa resistente ed il tromboembolismo polmonare.
- Professionali
- L’obesità è il primo fattore di rischio di molte, gravi, patologie croniche quali il tumore, la demenza, il diabete, le patologie cardio e cerebrovascolari. Un disastro che, se non affrontato, avrà costi enormi per le persone e per la società. Tra sovrappeso e obesità e malattie cardiovascolari una relazione pericolosa che va identificato in primo luogo nel fatto che l’obesità contribuisce allo sviluppo di fattori di rischio cardiovascolari maggiori (emodinamici e metabolici come l’ipertensione arteriosa, le dislipidemie -ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia, il diabete mellito di tipo 2).