- Di processo
- Nella “neurodivergenza” riuscire ad accedere ai contesti di vita sociale e comunitaria risulta un percorso in salita, spesso impossibile, per la presenza di difficoltà adattive personali e di barriere ambientali (nei luoghi fisici e negli atteggiamenti), con conseguente rischio di un progressivo isolamento, soprattutto dall’adolescenza in poi. A sua volta l’isolamento (in particolare per le persone con disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento), può ingenerare sintomi e condizioni di ansia, depressione e bassa autostima ed espone a rischi clinici di altro tipo la persona che viva questa condizione.
- Professionali
- Il benessere della persona, come definisce l’oms, è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l'assenza di malattia o infermità. In quest’ottica la cura della salute delle persone con disabilità e fragilità deve integrare lo sviluppo di interventi “terapeutici” sia di tipo clinico (psicoterapeutico, riabilitativo, farmacologico) sia di tipo sociale, nei quali l’ambiente fisico e l’ambiente relazionale ricoprono un ruolo centrale.
- Di sistema
- Il corso residenziale si pone l’obiettivo di affrontare le tematiche dell’isolamento sociale, ponendo al centro lo sviluppo di salute e benessere collegato alla partecipazione ai contesti sociali e comunitari, nella neurodivergenza. Si analizzeranno i vari aspetti clinici collegati a tali tematiche (isolamento come effetto derivante da fragilità personali e isolamento come causa di ulteriori fragilità), promuovendo la discussione tra clinici ed operatori dei territori calabresi, offrendo la possibilità di conoscere le realtà che operano negli ambiti definiti, favorendo la discussione sui bisogni/diritti espressi e inespressi, sulle risposte presenti e mancanti dei territori, proponendo di tracciare le linee di percorsi e progetti terapeutici e sociali, integrati e funzionali.