- Di processo
- La rete diabetologica pediatrica del lazio, strutturata su tutto il territorio regionale, consapevole delle responsabilità e delle opportunità offerte dalla legge 130 e dalle nuove opzioni terapeutiche, si è prefissata l’obiettivo di definire un progetto di attuazione dello screening nella regione che tenga conto non solo degli aspetti organizzativi, per quanto fondamentali, ma anche delle implicazioni psicologiche e nutrizionali che la diabetologia pediatrica dovrà affrontare con i bambini, con gli adolescenti e con le loro famiglie che lo screening permetterà di individuare in fase i e in fase ii
- Professionali
- Lo screening per il diabete mellito di tipo 1 (dmt1), basato sulla determinazione degli anticorpi specifici (iaa, ia2, gad, znt8), con lo scopo di individuare e monitorare i soggetti con elevata probabilità di sviluppare la malattia è stato fino ad ora sostanzialmente riservato alla popolazione ad alto rischio, in particolare ai soggetti con un parente di i grado con dmt1.
Nel tempo la ricerca e il monitoraggio dei soggetti con anticorpi positivi ha permesso di individuare diversi stadi di malattia e di porre le basi per definire il razionale di uno screening in grado di intercettare i soggetti ad alto rischio di sviluppare il dmt1, nello specifico soggetti con dmt1 in fase ii, cioè con almeno 2 anticorpi positivi e disglicemia, allo scopo di prevenire l’esordio in chetoacidosi (dka), tutt’ora gravato da significativa mortalità e morbilità.
- Di sistema
- I professionisti della rete (pediatri diabetologi, infermieri, nutrizionisti e psicologi) in collaborazione con i pls predisporranno, ognuno per le proprie competenze, una proposta di percorso dedicato che verrà ridiscussa e messa a punto nella prima parte dell’evento (lavori di gruppo) per essere poi condivisa e armonizzata con quella delle altre professionalità per definire un unico percorso che diventi il riferimento per l’attuazione del programma di screening nella regione lazio.