- Di processo
- Analisi dell'antefatto e del post-fatto: capacità di ricostruire la catena degli eventi che ha portato all'aggressività e di gestire il momento del "rientro" dell'utente nel gruppo dopo l'episodio. Integrazione nel piano terapeutico riabilitativo (ptr): saper inserire la gestione dell'aggressività come parte integrante del progetto di cura e non solo come emergenza episodica. Debriefing post-evento: partecipazione attiva a momenti di analisi di gruppo dopo un episodio critico per elaborare il vissuto emotivo dell'equipe e migliorare le risposte future. Continuità assistenziale: garantire che le informazioni sulla criticità circolino correttamente tra i turni (consegne) e tra i diversi professionisti (psicologi, educatori, psichiatri).
- Professionali
- De-escalation verbale e non verbale: apprendimento di tecniche di comunicazione per abbassare il livello di arousal (attivazione) dell'utente attraverso il tono della voce, la postura e la scelta delle parole. Valutazione del rischio: utilizzo di strumenti standardizzati (come la brøset violence checklist) per identificare i segnali precoci di comportamento aggressivo. Gestione del setting: capacità di organizzare lo spazio fisico per garantire la sicurezza (es. Vie di fuga, eliminazione di oggetti contundenti) senza compromettere l'aspetto terapeutico. Tecniche di contenimento relazionale: distinguere tra contenimento fisico (da usare solo come extrema ratio secondo normativa) e contenimento emotivo/psicologico.
- Di sistema
- Onoscenza del quadro normativo e giuridico: consapevolezza delle responsabilità civili e penali, del concetto di "stato di necessità" e delle linee guida nazionali/regionali sulla prevenzione della violenza sugli operatori. Gestione della sicurezza sul lavoro (d.lgs 81/08): identificazione dell'aggressività come rischio occupazionale specifico nelle ct e conoscenza delle procedure di segnalazione degli infortuni o dei "quasi eventi". Cultura della sicurezza organizzativa: sviluppo di un linguaggio comune all'interno dell'organizzazione per ridurre la frammentazione degli interventi e promuovere un ambiente di lavoro sicuro. Rapporto con la rete territoriale: saper attivare correttamente le risorse esterne in caso di emergenza (118, forze dell'ordine) mantenendo l'appropriatezza dell'intervento in un contesto comunitario.