- Di processo
- Di recente, è stato dimostrato che nei pazienti con positività per hla-a*02:01 il farmaco tebentafusp ha consentito di ottenere una sopravvivenza globale significativamente più lunga rispetto alle terapie di confronto (dacarbazina, ipilimumab o pembrolizumab). Tebentufusp è una proteina di fusione bispecifica, che, in presenza della variante hla a*02:01, lega la proteina gp100 espressa dalle cellule di melanoma uveale ed è anche in grado di riconoscere il recettore cd3 presente sulla superficie dei linfociti t, consentendo una sinapsi immunologica. Nello studio di fase iii, il tasso di pazienti vivi ad un anno è stato del 73% nel braccio con tebentafusp rispetto al 59% del braccio di controllo.
- Professionali
- Nell’ultimo decennio, lo scenario diagnostico e terapeutico dei tumori cutanei, melanoma e non melanoma, è diventato sempre più complesso, ed il migliore approccio terapeutico richiede una integrazione di diverse competenze cliniche e scientifiche in un setting multidisciplinare. In questo senso, l’intergruppo melanoma italiano (imi), rappresenta un unicum di integrazione di competenze in ambito diagnostico e terapeutico nel panorama italiano, grazie al suo impegno multidisciplinare nella formazione, nella ricerca e nella gestione non solo del melanoma, ma anche dei tumori cutanei non melanoma di più complessa gestione - come il carcinoma spinocellulare, il carcinoma basocellulare ed il carcinoma a cellule di merkel.
- Di sistema
- La sopravvivenza globale è stata di 21.7 mesi con tebentafusp e di 16 mesi nel braccio di controllo. La sopravvivenza libera da progressione a 6 mesi è stata del 31% nei pazienti trattati con tebentafusp rispetto al 19% del braccio di controllo.
L’obiettivo principale che persegue l’imi è educazionale, scientifico e clinico, con il fine ultimo di migliorare la sopravvivenza dei pazienti con tumori cutanei.