- Di processo
- L’umanizzazione delle cure è definita come la “capacità di rendere i luoghi di cura e le pratiche medico assistenziali aperti, sicuri e senza dolore, conciliando politiche di accoglienza, informazione e comfort con percorsi assistenziali il più possibile condivisi e partecipati con il paziente e si configura quindi come un approccio programmatorio ed organizzativo che adotta la prospettiva degli individui, delle famiglie e delle comunità e guarda loro sia come beneficiari sia come partecipanti attivi di sistemi sanitari, che rispondono ai loro bisogni e preferenze con un approccio umano e olistico
- Professionali
- La comunicazione efficace: utilizzare un modello di ascolto empatico; utilizzare un modello linguistico specifico per esprimere il proprio messaggio; utilizzare la riformulazione per creare allineamento comunicativo; dare e ricevere correttamente feedback. 2)creatività: vedere le cose da diversi punti di vista; essere orientato al cambiamento; cogliere le alternative presenti in una situazione; essere sensibile alle componenti estetiche; intuire nuove possibilità di sviluppo di un prodotto/servizio/processo; ipotizzare modifiche ambientali (colori, spostamento arredi, accessori…) che migliorino il rapporto con i pazienti, i care giver ed i colleghi
- Di sistema
- Il metodo gentlecare è un modello sistemico che si sviluppa a partire dalla comprensione del tipo di disabilità, per poi cogliere e valorizzare le capacità residue della persona, la sua storia e i suoi desideri, così da accrescerne il benessere e sostenerla. Spazio fisico, persone e programmi costituiscono i tre elementi della protesi da costruire attorno alla persona, che sottendono all’organizzazione dei servizi.