- Di processo
- Acquisire un approccio che “umanizzi” le cure, “dal cosa a come assistere”, mettendo al centro il paziente con i propri bisogni in termini bio-psico-sociali, focalizzando la relazione con il paziente e il caregiver, il contesto di cura, le risorse, le competenze di tutti gli attori coinvolti. Nello specifico:
• decostruire i bias cognitivi: identificare e neutralizzare i pregiudizi e gli stereotipi di genere che influenzano il giudizio clinico, garantendo l'equità delle cure e l'appropriatezza diagnostico-terapeutica;
• esercitare interpersonal skills avanzate: utilizzare tecniche di comunicazione efficace per gestire la relazione con il paziente cronico e il suo nucleo familiare (caregiver), facilitando l'alleanza terapeutica
- Professionali
- Il corso si pone l'obiettivo di fornire ai partecipanti un set di competenze multidisciplinari per la gestione del paziente in un'ottica di medicina personalizzata e inclusiva. Nello specifico:
• analizzare e integrare i paradigmi di cura: interiorizzare il concetto di umanizzazione applicando i principi delle medical humanities e confrontando le best practices internazionali con la normativa nazionale vigente;
• adottare il modello bio-psico-sociale: superare il riduzionismo clinico attraverso una visione sistemica che consideri la persona nella sua interezza, bilanciando l'aspetto patologico con quello esistenziale.
- Di sistema
- Le acquisizioni delle competenze di sistema riguarderanno soprattutto la gestione di ruolo, il ruolo dei diversi professionisti, la presa in carico e la responsabilità professionale.
Nello specifico:
• implementare strategie di engagement: applicare strumenti di patient empowerment per stimolare il coinvolgimento attivo del paziente nel proprio progetto di salute;
• progettare interventi di umanizzazione: sviluppare, coordinare e monitorare progetti operativi di miglioramento della qualità assistenziale, seguendo le fasi di pianificazione, attuazione e valutazione dei risultati