- Di processo
- . Negli ultimi anni, inoltre, si è consolidato il concetto che l’aterosclerosi non sia un processo irreversibile. Il recente documento di consenso internazionale sulla regressione della placca coronarica1,2 ha evidenziato come strategie terapeutiche intensive e precoci, comprendenti ottimizzazione lipidica aggressiva, controllo pressorio stringente e utilizzo mirato di farmaci cardioprotettivi (quali sglt2-inibitori e agonisti recettoriali del glp-1), possano non solo rallentare la progressione della placca, ma in specifiche condizioni favorirne la regressione. Tale paradigma impone una revisione dell’approccio clinico tradizionale, orientando l’intervento verso obiettivi quantitativi più ambiziosi e una maggiore integrazione tra diabetologia, cardiologia e medicina territoriale.
- Professionali
- La patologia cardiovascolare rappresenta la principale causa di morbilità e mortalità nei pazienti con diabete mellito, sia di tipo 1 sia di tipo 2. Nonostante i progressi terapeutici degli ultimi anni, il rischio cardiovascolare residuo rimane significativamente elevato, configurando il diabete come una condizione ad alto o molto alto rischio cardiovascolare fin dalle fasi precoci della malattia. L’aterosclerosi nel diabete presenta caratteristiche peculiari, tra cui maggiore diffusività, instabilità di placca e progressione accelerata, sostenute da meccanismi fisiopatologici complessi che comprendono infiammazione cronica di basso grado, disfunzione endoteliale, stress ossidativo, alterazioni del metabolismo lipidico e glucotossicità. In questo contesto, l’identificazione precoce del rischio e del danno asintomatico assumono un ruolo strategico attraverso un approccio integrato che combini dati clinici, biomarcatori e metodiche di imaging non invasive.
- Di sistema
- Parallelamente, emerge la necessità di definire percorsi di screening strutturati e sostenibili, capaci di intercettare precocemente il danno cardiovascolare subclinico. La definizione di criteri condivisi per l’utilizzo degli strumenti diagnostici più appropriati rappresenta un elemento chiave per migliorare la qualità della presa in carico e ottimizzare le risorse sanitarie.
Il corso si propone pertanto di fornire un aggiornamento sistematico e basato sulle più recenti evidenze scientifiche in tema di prevenzione primaria cardiovascolare nel diabete tipo 1 e tipo 2, con particolare attenzione alla diagnosi precoce di danno cardiovascolare subclinico e alle strategie di screening integrate. Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di applicare correttamente i modelli di stratificazione del rischio cardiovascolare nel paziente diabetico, integrando fattori clinici, laboratoristici e strumentali